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Il Piano Casa: pilastri e strategie

1 min di lettura

Il Piano Casa

Le unità immobiliari sono assoggettate a un atto d’obbligo da trascrivere a favore del Comune e devono rispettare standard elevati di sostenibilità ambientale, efficienza energetica e dotazione tecnologica.

Il secondo pilastro: il Fondo Housing Coesione e il ruolo di INVIMIT

In questa cornice entra la variabile PNRR: secondo ricostruzioni di stampa specializzata, una quota rilevante deriverebbe da riprogrammazioni di risorse e da altre leve finanziarie, tra cui coesione 2021-2027 e nuova programmazione europea 2028-2034.

Il secondo pilastro si concentra in uno strumento finanziario denominato “Fondo Housing Coesione”, istituito da INVIMIT SGR. Il meccanismo è concepito come leva per concentrare e rendere più efficienti risorse europee e nazionali già destinate all’emergenza abitativa e all’housing sociale.

Il terzo pilastro: edilizia integrata, quota convenzionata e sconto sul mercato

Il terzo pilastro mira a creare le condizioni per attivare investimenti privati nell’attuazione del Piano Casa. La nuova categoria è quella dei programmi infrastrutturali di edilizia integrata, pensati per soggetti che non rientrano nell’edilizia residenziale pubblica, ma per i quali l’accesso al libero mercato della casa resta comunque non sostenibile in relazione a ISEE, età, composizione del nucleo familiare e altri elementi che saranno definiti con decreto attuativo.

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