le famiglie hanno superato gli investitori
Fino a pochi anni fa le aste immobiliari erano territorio quasi esclusivo di investitori professionali. Oggi non è più così.
I dati più recenti parlano chiaro: le famiglie rappresentano il 65% degli acquirenti alle aste giudiziarie in Italia, superando nettamente gli operatori professionali. Nel 2024 il rapporto era ancora di parità. In meno di due anni, il mercato ha cambiato faccia.
Il motivo è strutturale: comprare casa nel libero mercato è diventato proibitivo. Gli stipendi non crescono al ritmo dei prezzi, i mutui coprono meno, e il divario tra reddito disponibile e prezzo di mercato si è allargato — anche in Brianza.
Il vantaggio principale: lo sconto sul prezzo
Il prezzo di aggiudicazione all’asta sconta in media il 20% rispetto al valore di mercato. Su un immobile da 200.000 euro significa risparmiare circa 40.000 euro: spesso esattamente la cifra che manca per chiudere un acquisto ordinario.
A questo si aggiunge che oggi il 65% delle procedure si svolge interamente online, abbassando la soglia d’accesso per i privati non specializzati. Il volume complessivo delle aste si è ridotto del 16% nel primo semestre 2025, ma il prezzo medio a base d’asta è rimasto stabile intorno ai 170.000 euro — meno aste, ma di qualità più alta.
Il falso mito: le aste riguardano solo chi non paga il mutuo
Sbagliato. La composizione reale delle procedure è molto più articolata. Solo il 35% delle aste deriva da un mutuo ipotecario non pagato. Un altro 30% nasce da debiti non ipotecari (condomini, fornitori, privati). Un ulteriore 30% arriva da divorzi, separazioni ed eredità contese. Il restante 5% riguarda debiti con l’Agenzia delle Entrate.
Nella maggior parte dei casi, dietro un’asta non c’è solo chi ha perso la casa: c’è qualcuno che aspetta soldi che gli sono dovuti per sentenza — un erede, un ex coniuge, un artigiano non pagato.
I rischi da conoscere prima di partecipare
Le aste non sono una scorciatoia senza insidie. Prima di fare un’offerta bisogna verificare i debiti condominiali pregressi e i lavori obbligatori, la conformità catastale e urbanistica dell’immobile, i tempi di liberazione se l’immobile è occupato, e la cauzione da depositare anticipatamente, non sempre recuperabile.
L’asta si studia prima di partecipare, non durante la gara.
Cosa può fare un consulente immobiliare
Un consulente non sostituisce il legale specializzato — figura indispensabile — ma interviene in una fase precedente e spesso trascurata: verificare se il prezzo a base d’asta è realmente conveniente rispetto al mercato locale.
Non basta sapere che c’è uno sconto. Bisogna sapere da che prezzo si sconta.
Se stai valutando un acquisto all’asta in zona Brugherio, Concorezzo, Agrate o Vimercate e vuoi una valutazione indipendente sull’immobile, contattaci dalla pagina Contatti.
Fonte di riferimento: Il Sole 24 Ore – Econopoly, giugno 2026